Gli oli dell’Abruzzo

In Abruzzo la coltivazione dell’olivo ha origini antichissime, come testimoniato dalla sua presenza nelle tradizioni e leggende della regione. A sottolinearne l’importanza sono diverse opere letterarie di Virgilio ed Ovidio, oltre a piante secolari situate in diverse zone del territorio abruzzese. Durante l’Impero romano l’olivo continuò la sua diffusione nel territorio, arrestata poi nel Medioevo a favore della vite e dell’allevamento ovino. Gli olivicoltori selezionarono alcune varietà d’olivo che ebbero diffusione locale ma il dominio spagnolo non tardò a farsi sentire, ostacolando la produzione di olio abruzzese per difendere la propria. L’olivicoltura si risvegliò solo con il Risorgimento, radicando le sue radici nella regione tanto da ricoprire un ruolo fondamentale nell’economia locale.

Il clima abruzzese è ideale per garantire una crescita vigorosa delle piante d’olivo. È anche la morfologia del territorio a favorire la coltivazione, che si sviluppa su colline dolci e sinuose, oltre che tra il Gran Sasso e la Majella, fino a giungere nelle vicinanze delle coste. Sono circa 8-9 milioni le piante di ulivi in Abruzzo, disposte su quasi 44 mila di ettari. La produzione di olio extravergine in  Abruzzo si attesta sui 200.000 quintali annui, in cui oltre la metà (58%) della produzione olearia è localizzata nella provincia di Chieti. 

Loreto Aprutino ed i suoi olivi, terra dell’Aprutino Pescarese DOP

Molti sono i Comuni impegnati nella produzione dell’olio extravergine di oliva in Abruzzo, da Lanciano a Penne Casoli, fino a Loreto Aprutino. Si sono specializzate nella molitura, invece, località come Civitella Casanova, Pianella e San Vito Chietino, entrati a far parte delle “Città dell’Olio“.

Il logo dell’Associazione Città dell’Olio

Numerose sono le cultivar dalle quali si estrae l’olio abruzzo, anche se sono 3 le varietà che danno origine alla maggior parte dell’olio extravergine abruzzo: Dritta, Gentile di Chieti e Leccino. La prima, nota per la buona resa, è diffusa soprattutto a Pianella, Loreto Aprutino e Moscufo. La Gentile di Chieti, invece, si contraddistingue per l’ottima resistenza al freddo e per la maturazione tardiva. A queste cultivar se ne affiancano altre minori: Toccolana, Castiglionese, Intosso, Cucco (o Olivoce), Ghiandaro, Nebbio di Chieti e Frantoio.

Bruschette al profumo di aglio di Sulmona, tipico antipasto Abruzzese a base di olio

La qualità elevata dell’olio extravergine di oliva abruzzo ha portato la Comunità Europea a riconoscere la denominazione DOP a 3 varietà. L’olio Aprutino Pescarese, un fruttato medio dal colore giallo-verde, è ottenuto principalmente da Dritta, Leccino e Toccolana. L’olio Abruzzo Dop Colline Teatine è prodotto nella provincia di Chieti, e ha nella gentile di Chieti e nel Leccino le cultivar presenti in percentuale maggiore. Infine, il DOP Pretuziano delle Colline Teramane, come posto in evidenza dal suo nome, vede impegnate diverse aziende situate in provincia di Teramo. Leccino, Frantoio e Dritta concorrono alla sua formazione, complessivamente, per una percentuale fino al 75%.

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