Gli oli della Calabria

Le prime coltivazioni di ulivo in territorio calabrese risalgono all’epoca della Magna Grecia. Diversi sono i documenti che testimoniano la presenza di piante nel Sud Italia, provenienti dall’Asia Minore, già nel periodo compreso tra l’VIII e il VII secolo a.C. Furono i Romani, ad ogni modo, a perfezionare le tecniche olearie, permettendo all’olivicoltura di diffondersi rapidamente. Proprio la grande esperienza accumulata nel corso dei secoli ha permesso alla Calabria di entrare a far parte, assieme a Puglia e Sicilia, delle tre regioni italiane più virtuose in questo settore.

Le proprietà organolettiche dell’olio extravergine di oliva della Calabria variano non solo in base alle condizioni climatiche e dei terreni, ma anche a seconda del periodo di raccolta delle olive. Pertanto l’olio può mostrarsi forte o delicato, più o meno fruttato, speziato ed assumere note dolci o amare. In particolare, la sua intensità emerge se viene estratto dalle prime olive; quando la raccolta avviene più avanti nel tempo, il sapore appare più armonico.

Tra le aree di maggiore produzione rientrano il cosentino, il reggino e il lamentino, con Locride e Piana di Gioia Tauro in primis. Quest’ultima, in particolare, ospita in un’area coltivata ad oliveto di circa 33.000 ettari piante secolari che si ergono in tutta la loro imponenza per oltre 20 metri di altezza.

Per quanto concerne le tecniche di raccolta, ancora oggi è diffusa la raccolta a mano, effettuata con l’ausilio di pettini appositi e di scale a pioli. Pur trattandosi di una modalità di raccolta dispendiosa, è la tecnica ideale per avere a disposizione frutti integri. Questo, a sua volta, garantisce l’assenza di odori sgradevoli nell’olio ottenuto ed un’ottima fragranza.

In territorio calabro sono presenti almeno 33 varietà di piante d’ulivo. Tra le più diffuse merita di essere citata la Carolea, la cui coltivazione coinvolge tutte e 5 le province (a Catanzaro costituisce la varietà principale), arrivando a coprire complessivamente 50.000 ettari di terreno. La Coratina, l’Ottobratica e la Tondina, invece, hanno il sopravvento nell’area del cosentino. La Locride ha nella Grossa di Gerace e nella Nocellara le varietà di punta. Altre cultivar diffuse in Calabria sono la Roggianella, il Leccino e il Sinopolese.

Dalle olive non viene estratto solamente olio di oliva calabrese, utilizzato a crudo o nella preparazione di piatti della tradizione. Infatti, dai frutti è possibile ricavare delle deliziose conserve; dai patè alle olive in salamoia, fino alle olive schiacciate o cotte al forno.

La Calabria può vantare ben 3 oli Dop; si tratta del Bruzio, dell’Alto Crotonese e del Lametia. L’olio extravergine calabrese Dop Bruzio vede impegnate nella produzione diverse aziende situate nella fascia della Sibaritide, delle colline joniche e della Valle dei Crati. L’olio Dop del Lametia, invece, è ottenuto dai frutti presenti all’interno della provincia di Catanzaro.

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