L’olio calabrese di Tenute Librandi

Pino, Carmela, Lucia, Angela e Michele Librandi
Pino, Carmela, Lucia, Angela e Michele Librandi

Inizia tutto alla fine dell’800, quando Michele Librandi di origini arbëreshë, la minoranza italo-albanese, decise di aprire l’omonima tenuta. La Calabria terra di ulivi secolari e luogo di nascita di Michele diventa la culla di questa piccola società agricola: Tenute Librandi. Partendo dai pochi centenari uliveti di famiglia, ha costruito negli anni l’azienda che oggi porta il suo nome, acquistando nuovi appezzamenti ed impiantando più di 50 ettari di nuovi uliveti. Utilizzando cultivar mai viste prima nella zona.

Il figlio di Michele, Pasquale, diventa il “padre” di moltissimi ulivi ancora oggi curati e coltivati dalla famiglia. Pasquale imprenditore visionario e un uomo legato alle proprie origini e innamorato della Calabria, la sua terra. La stessa terra Arbreshë che lo ha visto nascere e crescere velocemente con l’ambizione di poter fare grandi cose non “un giorno” ma “giorno dopo giorno”. Pasquale iniziò la sua carriera come macellaio, per poi passare al settore commerciale e infine divenne frantoiano. “Da sempre olivicoltore, riusciva a parlare con le piante, le considerava sue figlie, le curava e le amava. Dal 2012 non è più con noi, ma sono con noi le sue piante, ora nostre sorelle, la sua terra, Arbreshë come noi, e l’esempio di vita, indelebile, che cerchiamo di seguire, giorno dopo giorno, assieme a nostra madre Maria Luisa. ” cit fam. Librandi

Tenute Librandi e l’agricola a conduzione famigliare

Oggi l’azienda Tenute Librandi è guidata da cinque fratelli figli di Pasquale che hanno saputo valorizzare al massimo il territorio producendo solo ed esclusivamente con tecniche biologiche. Pino si occupa del parco macchine aziendale, di acquisti ed è il risolutore dei problemi dell’azienda. Insieme a Michele, Pino dirige tutte le operazioni nei campi. Carmela si occupa del controllo dell’attività, quindi amministrazione e vendita. Da quando aveva cinque anni vive a pieno la vita del frantoio. Lucia, la responsabile delle pubbliche relazioni è la pubblicitaria dell’azienda. Si occupa di promuovere a tutto tondo il loro fantastico extravergine. Angela, responsabile del controllo qualità dirige le attività di trasformazione in frantoio, la definiscono “il mastro frantoiano della famiglia”. Assaggiatrice professionista, ma anche capo panel è anche appassionata di buona cucina.  Infine Michele l’agronomo e anche il responsabile legale, specializzato in olivicoltura supervisiona tutte le operazioni personalmente, dalla fertilizzazione alla difesa biologica, dalla potatura alla raccolta.

Il territorio

La Calabria è sulle colline Joniche pre-silane, in provincia di Cosenza, nel nord-est della regione. Il Parco Nazionale della Sila a Sud, il Mar Jonio ad Est, il Parco Nazionale del Pollino a Nord e all’interno di questo scenario naturale si trovano quattro comuni di origine albanese o Arbreshë, di cui Vaccarizzo Albanese è sia il centro della produzione della famiglia Librandi.

Gli uliveti delle Tenute Librandi

Fu proprio in queste terre, all’epoca poco fertili e abbandonate, che gli Arbreshë iniziarono la coltivazione dell’ulivo e di altre colture, che ancora oggi sono qui a portare la loro testimonianza secolare.

Le tenute Paquale Librandi si trovano in un triangolo geografico di 40 kmq a pochi chilometri dal Mar Jonio.  Colline di uliveti ed agrumeti tra i 50 e i 500 mt s.l.m sovrastano la tenuta. Insieme agli agrumi anche i fichi sempre coltivati ad agricoltura biologica. Gia nel 1997 Pasquale Librandi decise di convertire l’intera superficie aziendale di 200 ettari in agricoltura biologica. Una rivoluzione per l’epoca che richiese importanti modifiche alla conduzione aziendale. I concimi di sintesi vennero aboliti, così come gli insetticidi chimici. Il biologico è stata la svolta per questa azienda. La tenuta Librandi è stata certificata biologica da Bioagricert, riconosciuto dal Mipaaf.

La filosofia di Tenute Librandi

Nonostante sia molto impegnativa, l’agricoltura biologica permette all’azienda Tenute Librandi di produrre oli, agrumi e fichi di altissima qualità nel pieno rispetto della natura e della salute dell’essere umano.  “Non si tratta di semplici tecniche di coltivazione, quelli che portiamo avanti sono gesti di amore nei confronti dei nostri familiari, perché è così che consideriamo la terra e gli alberi. Noi cinque fratelli siamo i loro temporanei custodi, in attesa che i nostri figli e poi i nostri nipoti possano fare altrettanto.”

Osservare, studiare sono le chiavi di svolta di questa agricola che da anni ama le piante e cura gli alberi come se fossero figli.

Gli oli extravergine

Il monocultivar di Carolea è un olio extravergine medio  che ci colpisce di questo olio sono i profumi piacevoli della Carolea, mai troppo intensi, che la rendono perfetta sia per gli esperti che per i neofiti del mondo dell’olio extravergine di qualità. Fra gli oli Librandi, l’extravergine di oliva Carolea rappresenta infatti il loro fruttato più delicato. Noi ve lo consigliamo su  polpo, carpaccio di tonno, funghi porcini alla piastra, radicchio arrosto.

Olio extravergine di oliva Carolea
L’olio extravergine mono cultivar di Carolea di Tenute Librandi

 

Il monocultivar Nocellara nasce dalla volontà di Pasquale di cercare la perfezione nell’olio del Sud Italia, rovesciando gli stereotipi secondo cui quelle regioni erano rivolte solo alla ricerca della quantità e non alla qualità del prodotto.

L’olio extravergine Nocellara del Belice parla di origini, grazie alle sue caratteristiche organolettiche esprime i profumi e i sapori del mediterraneo: pomodoro, basilico e menta seguiti da un piccante che si sposa ad un tocco di amaro, dando vita ad un olio fruttato dai toni freschi.  Ve lo consigliamo su zuppe di carciofi, primi piatti al ragù, polpo bollito, cacciagione di piuma o pelo alla brace, formaggi stagionati a pasta dura.

Puoi trovare tutti gli oli extravergine di Tenute Librandi Pasquale in vendita online.

 

Copyright © 2019 OlivYou Magazine by OLIVYOU S.r.l. Tutti i diritti sono riservati. Vietata la riproduzione anche parziale.