Olio fruttato: quando e perché?

Perché si parla di olio fruttato? E’ un olio con sentori di frutta? Scopriamo insieme il significato di questo attributo e come impiegarlo al meglio nell’abbinamento il con le pietanze.

L’olio fruttato

La prima caratteristica distintiva di un olio extravergine è il suo profumo, identico a quello ottenuto schiacciando un’oliva fra le dita. Si intende quindi l’intensità del bouquet di profumi che l’olio emana sia all’olfatto sia per via retro-nasale con l’assaggio. L’olio fruttato viene classificato secondo una scala di intensità, stabilita a livello normativo:

  • fruttato leggero
  • fruttato medio
  • fruttato intenso

Inoltre, si parla di olio fruttato “verde” con sapore tipico delle olive acerbe ed olio fruttato “maturo” dal sapore più delicato, tipico delle olive mature.

Olio amaro e piccante

L’olio così come il vino ha le sue regole di abbinamento con i cibi. È importante quindi conoscere al meglio le altre caratteristiche organolettiche di un olio fruttato: l’amaro e il piccante. Amaro in quanto molto ricco di polifenoli, con natura antiossidante. Piccante, sempre grazie all’elevata ricchezza in polifenoli.

 Olio e cibo: quale abbinamento?

Quindi, un olio fruttato leggero avrà sentori più delicati, mentre uno intenso colpirà l’olfatto con note più decise. Come scegliere al meglio per le ricette di casa? Potete scegliere, ad esempio, in base al territorio.

L’olio fruttato del nord Italia è indicato per insaporire i tipici risotti. L’olio toscano, piccante e corposo, viene impiegato nelle preparazioni a base di selvaggina o carne rossa. L’olio siciliano, intenso e vegetale, rappresenta la perfetta combinazione da impiegare in tutte le ricette isolane.

In generale, si consiglia di tenere a mente che a piatti dalla struttura leggera vanno accostati oli fruttati leggeri, mentre a cibi di maggior struttura oli fruttati medi o intesi.