Gli oli della Sicilia

L'ulivo e il tempio della Concordia di Agrigento

È stata la parte orientale della Sicilia, attorno al II° Millennio a.C. ad ospitare per la prima volta in Italia degli esemplari di piante d’ulivo grazie ai Fenici e ai Greci. Sono numerose le leggende legate all’olivo. Una delle più note vede protagonista Aristeo, il figlio di Apollo. Diede origine alle prime coltivazioni e insegnò alle popolazioni locali come ottenere l’olio extravergine dal frutto dell’oliva.

Con il trascorrere dei secoli, in territorio siciliano l’olivo è divenuta una delle piante arboree più tutelate, con una cultura di tipo tradizionale basata su piante secolari. Molti esemplari sono radicati nel terreno da più di un secolo.

A favorire la crescita sono condizioni climatiche ideali e la ricchezza di cultivar, fattori che hanno portato diverse aziende olearie ad ottenere riconoscimenti anche al di fuori del nostro Paese. È possibile trovare piante nelle aree collinari, vederle crescere assieme a mandorli, o affiancarsi alla vite o alle coltivazioni di agrumi.

La Sicilia non solo fa parte delle tre regioni italiane nelle quali si concentra la maggior parte della produzione di olio extravergine. Nel 2015 ha superato la Calabria, issandosi al secondo posto alle spalle della Puglia. Sembra essere la regione italiana con il maggior numero di cultivar. Ad oggi ne sono state individuate 28! L’olio extravergine di oliva siciliano è principalmente il risultato della spremitura di 8 cultivar: Biancolilla, Cerasuola, Moresca, Tonda Iblea, Nocellara Etnea, Nocellara del Belice, Ogliarola Messinese e Santagatese. Non deve essere sottovalutato il contributo offerto dalle varietà “minori” nel rafforzare il carattere sensoriale dell’olio, e nel donare maggiore equilibrio ed armonia.

Pur interessando quasi tutto il territorio siciliano, l’olivocultura raggiunge i risultati qualitativi più elevati nelle aree di produzione delle sei varietà di olio extravergine di oliva di Sicilia DOP: “Monti Iblei“, “Val di Mazara“, “Monte Etna“, “Valli Trapanesi“, “Valdemone” e “Valle del Belice“.

L’olio siciliano DOP “Monti Iblei” ha origini antichissime, tanto che a Siracusa era stato eretto un tempio in onore dell’olivo. In questa zona la produzione si estende per 19.000 ettari, toccando anche Ragusa e Catania. Se il DOP “Valli Trapanesi” è ottenuto dalle cultivar Cerasuola e Nocellara del Belice, coltivate lungo 6.000 ettari di terreno, “Val di Mazara” vede protagoniste ben 30.000 aziende della provincia di Palermo e dell’Agrigentino, ed è un olio ricavato da Biancolilla, Nocellara del Belice e Cerasuola. La DOP “Monte Etna“, frutto della spremitura della Nocellara Etnea e di varietà come Moresca, Ogliarola messinese, Biancolilla e Tonda Iblea, ha riscosso un discreto successo anche grazie alle particolari tecniche colturali adottate.

La Sicilia è una regione all’avanguardia per quanto concerne la produzione di alimenti biologici; in questo ambito anche la vendita di olio extravergine di oliva non fa eccezione. L’assenza di trattamenti antiparassitari, e il mancato impiego di concimi chimici, è reso possibile grazie alle temperature elevate tipiche dell’isola, al clima poco piovoso e alla conseguente scarsa umidità.

 

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